Petrignano

Petrignano, popoloso centro dell’assisano; è situato alle falde del monte Subasio (m.1290) ed al centro della vallata del fiume Chiascio, il maggior tributario dell’alto Tevere.

Le sue origini, come quelle di molti castelli di poggio limitrofi, affondano le radici nell’anno Mille, quando i benedettini di Valfabbrica bonificarono il terrirorio, recuperando le anse ed i fontanazzi residui dell’antico Lacus Plestinus o Umber.

Antico territorio di confine tra i Longobardi di Spoleto e la giurisdizione dei Romani-Bizantini di Perugia e di Gubbio, non manca di ritrovamenti del dardo eneolitico, della fine dell’età del bronzo e della prima metà dell’età del ferro (X-VII sec.a.C.) come asce, fibule e punte di lancia ritrovate a Petrignano ed a Palazzo di Assisi, insieme ad anelli, dischi traforati per pettorali, armille ed iscrizioni rituali in località viciniori ed ora conservate al museo archeologico di Firenze.

Al tempo di san Francesco l’imperatore Federico Barbarossa e Papa Innocenzo III° assegnano questo territorio alla Città di Assisi che lo amministra ripartendolo in Balie, cioè porzioni di contado custodite da un suo rappresentante (bajulus) e comprendenti un certo numero di famiglie allargate al parentado ed alla servitù.

La Balia di Petrignano negli Statuti di Assisi del 1292 contava 31 focolari, e confinava con quella di Santa Maria di Capezzale, delle Case dei Muli con 13, di Chiagina con 31, di Vico con 15, di Beviglie con 33 di Bagnara e Mora con 38, del Poggio di Bucaione con 72, di Sterpeto con 69, della Rocchiciola con 44, di San Gregorio con 25, di Coltraticce con 13, della Torranca a confine con il territorio del Comune di Perugia.

Territorio di confine posto lungo il corso del fiume Chiascio, Petrignano subisce le alterne vicende delle guerre tra Perugia ed Assisi prima, dei conti Fiumi di Sterpeto al tempo dei capitani di ventura, per entrare a far parte poi dello Stato della Chiesa nel 1500 che l’amministrerà fino all’unità nazionale, salvo una breve parentesi dopo l’avventura napoleonica in cui Petrignano sperimentò per qualche anno una certa autonomia comunale.

Centro agricolo ubicato in una fertile zona di pianura favorita da numerose strade che per superare il fiume utilizzavano prima una barca che collegava le due sponde, poi un ponte stabile in muratura, Petrignano e paesi limitrofi si sono sviluppati dopo la seconda guerra mondiale, quando la vicina presenza dell’aeroporto di Perugia li ha esposti ai bombardamenti degli alleati.

La legge speciale di Assisi (n.976 del 29 ottobre 1957) apre prospettive di lavoro favorendo l’insediamento di industrie agevolate da sgravi fiscali, quali la Colussi-Perugia, la Mignini mangimi, la B. Nova mobilificio, la Toma’S abbigliamento, la F.lli Cesaretti macchine agricole, il conservificio Costanzi ed altre, ponendo fine al fenomeno dell’emigrazione verso i Paesi europei e alla fuga dai campi dei contadini ed avviando un clima di benessere economico e sociale accanto ad un rinnovato fervore di vita.