Il premio “Samaritano”

La Proloco  si  e’ fatta  capofila  di un nuovo progetto  per ridare lustro al premio “Samaritano” un obiettivo che il direttivo  della Proloco ,insediatosi nel 2016, ha perseguito tenacemente , dalla forte valenza sociale, che esalta i valori di altruismo e umanità, ma  da tanto  tempo  non  trova piu’ lo spazio che merita. E’ stato  attivato un Comitato che si sta occupando di ristabilire i contatti e muoversi per quanto riguarda i vari aspetti logistici e organizzativi che il Premio “Samaritano” comporta. E’ stato attivato un portale dedicato al premio Samarinano, www.premiodelsamaritano.com , mentre oltre alla pagina facebook della proloco , è attiva anche la pagina facebook del “Samaritano”.

Tornando indietro nel tempo riportiamo un articolo scritto dal nostro amico Nicola Freddii,  sull’indimenticabile periodico  di informazione della Proloco “Petrignana, la voce del chiascio”  (andato in stampa dal 2004 al 2008) , che narra la nascita del premio Samaritano.

Una sera, quella del 12 ottobre 1972; una strada, quella che dalla vicina Bastia si snoda versa il nostro paese; un nome, quello di Giancarlo Tofi. Quel suo ultimo gesto di amore verso un fratello ciclista caduto a terra si spense contro l’auto che lo investì,lasciando nei suoi compaesani  lo sgomento per la perdita di una così giovane vita, ma al contempo anche la straordinaria ammirazione per il suo atto di estremo altruismo.

E così da quel giorno venne istituito il premio “Il Samaritano”, il cui trofeo, intitolato proprio alla memoria del compianto Giancarlo, viene da allora consegnato ogni anno ad una persona che in campo europeo, dietro segnalazione di enti, autorità, forze di polizia e stampa, si distingua in maniera  particolare per un atto di generoso e rischioso  altruismo.

Ma già nel 1963 Bruno Batori, ideatore e principale sostenitore poi del  premio “Il Samaritano”, iniziò un’opera di sensibilizzazione contro gli infortuni sulle strade. Presi con sé alcuni giovani di Petrignano si mise al volante di una vecchia Fiat 1100 datata 1938 ,opportunamente riverniciata di arancio e decorata con parole che invitavano al rispetto del codice della strada.

La strada suda sangue”,

“Chi corre troppo fissa l’appuntamento con la morte”,

“Nel rispetto: la vita. Nell’imprudenza: la morte”,

“Sii educato nella guida”,

“Non avere fretta”,

“Quando guidi pensa alla tua famiglia che ti aspetta a casa”,

è con queste frasi che Bruno e i suoi amici speravano di spingere,sopratutto i giovani automobilisti, alla prudenza sulle strade.

Un macabro   teschio con gli occhi illuminati di rosso, piazzato sul tettuccio dell’auto, stava infine a ricordare come la morte per strada è sempre in agguato e quindi il livello di concentrazione al volante deve sempre essere massimo. Insieme a Bruno in questa ennesima avventura Rodolfo Ballarani, Silvio Paglialunga, e Marcello Ceccarelli. Ottomila chilometri attraverso tutta L’Italia, la Jugoslavia e la Grecia e oltre  ventimila volantini distribuiti.